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Estrazione di denti inclusi o semi-inclusi

I denti in inclusione ossea (in particolar modo i denti del giudizio) possono essere responsabili di numerosi e fastidiosi sintomi quali mal di testa e nevralgie che coinvolgono il nervo trigemino. Il dolore può essere dovuto alla pressione esercitata dal dente incluso, in particolar modo a livello mandibolare dove può entrare in contatto con la terza branca del nervo trigemino.

I denti inclusi e/o soprannumerari, inoltre, possono anche ostacolare la normale eruzione dei denti permanenti, creando problemi sia funzionali che estetici. La mancanza di spazio in arcata è forse l’indicazione più comune per l’estrazione, soprattutto di terzi molari inclusi e semi-inclusi del mascellare e della mandibola.

Inoltre, attorno ai denti inclusi si possono creare delle tasche parodontali che con il tempo possono trasformarsi in neoformazioni cistiche, soggette a problemi infettivi anche molto seri (ascesso dentale). Quando la presenza di tali lesioni osteolitiche è verificata radiograficamente, occorre intervenire per rimuoverle contestualmente al dente incluso, con un intervento eseguito da specialisti in questa branca della chirurgia maxillo facciale.

L’estrazione di denti inclusi viene eseguita preferibilmente in anestesia locale, in un ambulatorio attrezzato di chirurgia orale avanzata.  

Chirurgia pre-protesica


La chirurgia pre-protesica comprende tutte le procedure chirurgiche intese a creare strutture adeguate di supporto a livello mandibolare e mascellare per il successivo posizionamento di protesi mobile o fissa.
Il successo della preparazione chirurgica pre-protesica dipende da un’attenta valutazione e pianificazione del trattamento chirurgico, in stretta collaborazione con l’odontoiatria. In generale, le anomalie ossee dovrebbero essere affrontate e corrette prima dei tessuti molli. La progettazione protesica finale e gli obiettivi funzionali a lungo termine, la qualità estetica e la riabilitazione dei tessuti molli devono essere presi in considerazione durante tutte le fasi del trattamento.

Rialzo del seno mascellare

La riabilitazione del mascellare superiore con impianti è molto problematica a causa di un ridotto spessore dell’osso mascellare a livello del seno mascellare.

La presenza dei seni mascellari nella cresta alveolare posteriore può impedire il posizionamento degli impianti nella zona mascellare posteriore a causa di insufficiente supporto osseo.

Il rialzo del seno mascellare è una procedura di aumento osseo che pone del materiale (eterologo/osso sintetico) all’interno del seno mascellare posizionandolo sotto la mucosa che lo riveste e aumentando il supporto osseo nella zona di cresta alveolare. Con questa tecnica, il rivestimento mucoso del seno viene accuratamente elevato dal pavimento osseo sotto diretta visone endoscopica e, nello spazio creato, si posiziona osso sintetico, osso autologo, o una combinazione di questi materiali.

Molto importante è la programmazione pre-chirurgica, con l’esecuzione di una TC cone-beam, su cui prendere le misurazioni esatte sulla quantità dell’osso da innestare. Questo tipo di intervento si può effettuare in anestesia locale in uno studio attrezzato per la chirurgia pre-protesica avanzata.

Il tempo di guarigione dell’innesto varia da 3 a 6 mesi, dopo i quali può iniziare la riabilitazione implanto-protesica.

Innesti ossei mascellari e/o mandibolari


Il materiale che ancora oggi offre le maggiori garanzie per questo tipo di ricostruzione è l’osso autologo (cioè del paziente stesso); può essere prelevato, in modesta quantità, dal cavo orale (regione del mento o dell’angolo della mandibola), oppure, in caso di quantità maggiori, dalla cresta iliaca; la scelta del tipo di osso da utilizzare dipende dall’entità e dalla sede del difetto da riparare; un’alternativa al prelievo di osso autologo dal paziente può essere costituita, in casi selezionati, dall’utilizzo di osso di origine animale, di origine umana (osso di banca) o di origine sintetica.

Questi innesti cortico-midollari vengono fissati nel sito ricevente tramite mezzi di sintesi interna come viti in titanio che vengono successivamente, in modo parziale o completo, rimosse in corrispondenza della fase di posizionamento degli impianti. La scelta della sede e della quantità del prelievo osseo viene decisa in base al grado ed all’estensione del difetto osseo residuo e dell’incremento volumetrico necessario da ottenere con particolare riferimento al tipo di progetto implanto-protesico.

Di fondamentale importanza è la pianificazione preoperatoria che dovrebbe includere un esame clinico, un esame intraorale occlusale, radiografie, Tc cone beam (CBCT) e modelli delle arcate correttamente montati su un articolatore. Il dentista responsabile della riabilitazione protesica del paziente deve suggerire la posizione esatta dei segmenti ossei per un ottimale risultato occlusale protesico.